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In Primo Piano

TUFFI: LA COMMOZIONE DI GIOVANNI TOCCI E LYUBOV BARSUKOVA

Scritto da: Stagliano Antonio, Archivio: News

Un grandissimo traguardo raggiunto, un bronzo che vale oro!
E’ un Giovanni Tocci raggiante per quello che è riuscito ad ottenere e alle spalle dei cinesi c’è lui, ma il gap è ridottissimo. Un bronzo che ha il sapore dell’oro, si perché un giorno l’atleta della Cosenza Nuoto e dell’Esercito Italiano potrà batterli, tempo al tempo! "Non ci credo - dice un emozionato Giovanni Tocci, all’ultimo giro non ho pensato al podio quanto al tuffo. Lo sentivo abbastanza sicuro, ma dovevo farlo bene per conquistare la medaglia. Ci sono riuscito e sono contento. La considero una medaglia d'oro vinta in un contesto perfetto, all'interno di una squadra unita, insieme ai compagni che mi aiutano ad affrontare le gare in maniera corretta. Dopo i preliminari ero contento di aver centrato la finale ed essere tra i migliori dodici al mondo, ma nei due giorni che mi separavano dalla finale ho pensato tanto al risultato. Ho scritto a Tania Cagnotto per chiderle se anche a lei passavano tutte queste cose per la testa nell'attesa della finale. Mi aveva già dato dei consigli a Bolzano, mi ha aiutato molto anche in questi giorni. Pensavo di poter ottenere un buon risultato, ma il terzo posto va oltre le aspettative. La gara è stata molto bella, superato il terzo tuffo che più mi preoccupava ho acquisito sicurezza e ho saltato con fiducia. I due nove presi nel doppio e mezzo rovesciato sono stati una spinta per crederci e alla fine sono riuscito a completare la prestazione con un ottimo doppio e mezzo ritornato. Dedico questa medaglia a me stesso, a mia madre Liberata che fa la casalinga e a mio padre Gabriele che fa l'operaio, alla mia terra, a tutti coloro che hanno fatto il tifo per me". La commozione anche nelle parole dell’allenatrice di Giovanni Tocci e della Cosenza Nuoto, Lyubov Barsukova. "Mi manca la medaglia olimpica – osserva - e sogno di vincerla con Giovanni. Sono a Cosenza da otto anni e siamo cresciuti insieme. Successivamente mi ha raggiunto mio marito e adesso alleniamo insieme. Abbiamo trenta atleti. Con Giovanni si lavora bene, è facile e difficile allo stesso modo. Facile perché è un bravo ragazzo e forte caratterialmente; difficile perché ha bisogno di sapere tutto quello che fa e se non capisce una cosa o non gli riesce un movimento si innervosisce. Ma con gli anni è migliorato. Mi trovo bene a Cosenza, siamo un bel gruppo. Il merito è del patron Giancarlo Manna che ha reso Cosenza un punto di riferimento per i tuffi. Qui ho imparato a mangiare la pasta e mi sono innamorata della pizza e della mozzarella".
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